Pubblicato il 13/08/2018 da Redazione
Il granito dell’isola d’Elba è, insieme ai tesori mineralogici che danno il nome all’isola, una delle risorse più preziose e caratteristiche del territorio, tanto da essere esportato nel resto d’Italia e d’Europa sin dai tempi dell’impero romano.
Se siete in visita o state pianificando una vacanza all’Isola d’Elba, percorrere la cosiddetta “via del granito” è un’esperienza interessantissima, sia dal punto di vista storico che paesaggistico. La via del granito si snoda tra le alture della costa sud-occidentale dell’isola, tra le località di Cavoli, Seccheto e Fetovaia (Comune di Campo nell’Elba). Lungo la via vedrete comparire all’improvviso resti di colonne, altari, vasche, oggetti appena sbozzati nella roccia, ma mai compiuti né utilizzati, che oggi testimoniano quelle che dovevano essere le antiche cave di granito e la loro attività.
Il granito elbano è conosciuto e utilizzato nell’isola sin dall’epoca preistorica e poi etrusca per manufatti, armi e tome e costruzioni difensive, ma è solo con i romani, e soprattutto in epoca imperiale, che il granito dell’Elba inizia ad essere utilizzato per grandi costruzioni ed esportato nelle città strategiche dell’impero.
Tra gli utilizzi del granito dell’Elba si annoverano:
Le cave di granito utilizzate ancora oggi e gli scalpellini elbani continuano a lavorare manufatti di altissima qualità per arredi urbani e costruzioni di ville.
Per raggiungere e visitare le cave di granito, vi consigliamo di prendere un traghetto per Portoferraio e da lì percorrere il perimetro dell’isola in senso antiorario fino a raggiungere la località di Fetovaia. Non è il tragitto più breve, ma è garanzia di panorami e scenari davvero unici.
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