Immersioni all’isola d’Elba: verso 6 relitti risalenti all’Antica Roma

relitti romani dell’isola d’Elba

 

Il relitto dell’Elviscot è uno dei più celebri dell’isola d’Elba. Ma non è il solo. E, soprattutto, non è il più antico. Perché nel mare di questa splendida isola ci sono diversi relitti risalenti all’epoca romana. Questi sei, per la precisione, preziose testimonianze di quanto la storia dell’isola sia antica.

  • Relitti di Sant’Andrea. Si tratta di due relitti diversi (indicati semplicemente come relitto A e relitto B) che si trovano inabissati nel mare poco al largo di capo di Sant’Andrea, lungo la costa nordoccidentale dell’Elba. Il relitto A giace a dieci metri di profondità, il relitto B a 45 metri. Oltre ai resti delle due navi onerarie, furono anche ritrovate numerose anfore.
  • Relitto del Nasuto. Punta del Nasuto si trova nei pressi di Marciana Marina, sulla costa settentrionale dell’isola d’Elba. Il relitto giace a circa 65 metri di profondità. Dalla sabbia del fondale emergono numerosi dolia (grandi contenitori di terracotta dalla forma sferica).
  • Relitto di Chiessi. Scoperto per puro caso nel 1966 e, purtroppo, largamente depredato, questo relitto giace a 46 metri di profondità nel mare lungo costa occidentale dell’Elba. Originariamente, la nave conteneva alcune migliaia di anfore e diversi manufatti.
  • Relitto di Procchio. Si tratta di uno dei più importanti relitti di epoca romana mai rinvenuti. Infatti, questa piccola nave, che si trova ad appena due metri di profondità, trasportava un autentico tesoro archeologico fatto di calici di vetro e di oro zecchino, portaprofumi, vasi, lucerne, mortai, anfore.
  • Relitto di Punta Cera. Nella baia di Porto Azzurro, sulla costa sudorientale dell’Elba, un relitto romano giace a circa 35 metri di profondità. La nave conteneva un grande carico di anfore di vario tipo.

Se anche voi siete appassionati di diving, allora questi sei relitti vi regaleranno delle esperienze indimenticabili. E sono solo alcune delle immersioni da fare all’isola d’Elba.

 

Fonte immagine: Di Ferpint – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=26478808