Sinaam, gli Appiani, e un feroce pirata assoldato da un potente sultano

leggende dell’isola d’Elba: Sinaam e gli Appiani

Grassera era un antico villaggio minerario dell’isola d’Elba. La sua presenza è attestata tra il XIII e il XIV secolo. A quell’epoca, l’isola era spesso devastata dalle feroci incursioni dei pirati. E da Grassera proveniva la donna con la quale si comincia a raccontare questa leggenda.

La donna viveva a Rio nell’Elba. Fu rapita durante un’incursione di pirati. Era talmente bella che divenne subito la favorita del sultano Delasman. Gli diede un figlio che chiamò Sinaam.

Le vicende che seguirono la nascita e la crescita di Sinaam furono misteriose. Fatto sta che, in un modo mai completamente chiarito, Sinaam fu adottato dal principe Giacomo V Appiano. Ma Delasman non poteva tollerare un affronto del genere.

Un autentico flagello si abbatté nel golfo dell’antica Ferraia (oggi Portoferraio): il feroce corsaro Khayr al-Din, meglio conosciuto con il nome di Barbarossa, fu assoldato dal sultano e pretese che gli venisse restituito il giovane Sinaam.

Il principe Giacomo V oppose il suo fermo rifiuto. Barbarossa allora diede dimostrazione che la sua fama non era immeritata: mise a ferro e fuoco la città, l’intera isola fu vessata da razzie e stragi di inaudita violenza.

Razzie e stragi che continuarono finché il giovane Sinaam non gli fu restituito. Fu premura di Barbarossa riportarlo dal sultano.

 

Fonte immagine: Flickr.com/photos/50144889@N08

Articoli correlati